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domenica 29 settembre 2013

M.O.B. Project - Ovvero: l'angolino dell'auto-promozione



Segnalo ufficialmente l'inizio di una nuova avventura. Così, giusto per far capire che anche settembre è finito, e l'anno produttivo sta cominciando sul serio. Nella perenne illusione che un pubblico sia presente anche in questa sede, condivido con piacere il primo episodio/backstage/random footage che ritrae me e un mio amico (due terzi di quello che ho deciso ora di chiamare "M.O.B. Project") in sede di registrazione. Dove per "sede" si intende la mia camera da letto attrezzata in malo modo per permetterci di produrre qualcosa musicalmente. 

Il nostro primo sforzo è una cover TOTALE (da cima a fondo) di Carry degli ISIS. 


Brano esemplificativo della ricerca sonora presente nel loro catalogo del gruppo da Oceanic in poi, è nella sua apparente semplicità un complicatissimo stratificarsi di suoni e strumenti che creano una compattezza inarrivabile. Insomma, una grande sfida.

Vorrei che il M.O.B. Project non si limitasse solo però all'aspetto musicale ma comprendesse anche quello visivo. L'intenzione è quella di accompagnare la musica con immagini dedicate interamente girate ed editate da noi. Tutto con il massimo impegno con un intento di professionalità (livello non necessariamente da raggiungere)


A che punto siamo?


Allora, gran parte delle chitarre sono già state registrate e mixate. Inutile dire che il lavoro è stato ben più difficile del previsto, tra scelta dei suoni, mixaggio e divisione delle tracce stesse (abbiamo qualcosa come 4-5 tracce di chtiarra diverse in contemporanea in alcuni momenti).
La batteria verrà direttamente programmata\suonata su un device midi, visto che per ora la possibilità di un live recording di una batteria acustica è fuori dalle nostre capacità.
Mancano ancora basso e voci, da decidere anche come registrarle.


Foto di strumentazione random. In realtà non ho neanche più questa PRS, e per la registrazione è stata usata una Ibanez.



Il video di accompagnamento presenterà TUTTE le parti\tracce suonate dai vari strumenti con la traccia finale come audio di sottofondo. Vista la complessa sovrapposizione stratificazione abbiamo deciso di optare per l'impostazione "playback" che permetterà molto più semplicemente di fornire un quadro completo visivo e un audio ottimale.

Il tutto verrà documentato tramite degli episodi di backstage di cui è già presente l'incredibile Episodio 0 - Random Footage - 
Primo mio esperimento di uso di una mdp e video editing mi ha impegnato circa 6 ore per arrivare a prodotto finito. ho usato per la registrazione il mio nuovo acquisto, la Kodak Zi8. Non ho usato un cavalletto e il risultato è stato abbastanza disastroso. Inoltre sarà necessario utilizzare un set di luci pensato per la ripresa visto la scarsa luminosità della mia camera. L'intenzione era quello di creare un "set" solo per il video finale ma ho deciso di conferire al backstage una dignità qualitativa, se non altro per impratichirmi con la mdp. 
Difficilissimo approccio col video-editing e tra infiniti crash del sistema e file irremediabilmente corrotti ho rischiato seriamente di perdere la pazienza (il sabato sera l'ho perso sul serio). Ma alla fine, ne sono uscito vincitore.
L'audio utilizzato è un piccolo estratto di quanto prodotto fino ad ora.
Il risultato è quello che è, ma per essere un primo esperimento devo ammettere che ne sono abbastanza fiero. 

http://www.youtube.com/watch?v=ikxmpRz6dSY (purtroppo non riesco a fare l'embed per colpa di blogger)

Se esistete, siate pure liberi di commentare come vi pare. Idee sul progetto, suggerimenti sulle future cover/lavori. Graditissimo sarebbe un feedback su questo primo video.

To be continued...

sabato 11 maggio 2013

In the Mailbox [6]: Una promessa è una promessa

La fine di un sogno chiamava l'astinenza dagli acquisti compulsivi. Oggi però, come il più incorreggibile dei tossicodipendenti, ci sono ricascato. Si, lo so, il valore di un impegno, l'importanza dell'atto morale del rispetto della parola data, ma che ci posso fare? Una promessa è una promessa, e per parafrasare l'indimenticabile Arnold Schwarzenegger nel fantastico Jingle all the way:

Chivvesencula

Due acquisti musicali, vere pugnalate ai miei risparmi, perpetrati nel negozio Pink Moon Records di Roma. Come riesco a capire se un negozio mi può offrire qualcosa di interessante? Tre piani zeppi di dischi e vinili. Ci sono un'infinità di gruppi, sconosciuti anche a me. Ma, quando alla domanda (non mia) "avete qualcosa dei Led Zeppelin?" si riceve come risposta un secco "no", io mi eccito come non mai. Amo frugare nel non-famoso.

Dunque, dicevo, primo acquisto di due:




Leviathan dei Mastodon. Uno degli album a cui sono più affezionato in assoluto, a quasi dieci anni della sua uscita conserva ancora tutta la sua irruenza e la sua potenza distruttiva. Caratteristiche che, per fare un esempio, The Hunter, loro ultima fatica, probabilmente non ha mai avuto.




Vinile singolo, confezione "gatefold". L'artwork, di Paul Romano, non smetterà mai di affascinarmi. Su vinile poi, fa la sua porca figura. 




Essendo la quinta ristampa è presente all'interno un miniposterino con i credits da un lato e i testi dall'altro. Inoltre il vinile orange marbled è.... non riesco ad esprimerlo a parole. Andiamo avanti...




Secondo ed ultimo acquisto, ecco In The Absence of Truth, album del 2006 degli Isis. Gli Isis, senza dubbio, occupano un posto speciale nel mio cuore. Conosciuti relativamente tardi, circa nel 2009 con l'uscita del loro ultimo album Wavering Radiant, sono riuscito a vederli dal vivo una volta. Pochi mesi dopo si sono sciolti, lasciando dietro di sè una discografia non estesissima, e un ricordo di un concerto indimenticabile all'Alpheus. Questo album in particolare, si colloca esattamente a metà tra il minimalismo ossessivo di Oceanic e Panopticon e la complessa ed estenuante ricerca compositiva e sonora della loro ultima opera.




Qualche accenno sulla front cover. Togliendo la busta esterna scompare anche il logo della band, lasciando spazio all'artwork nella sua interezza. La copertina è ruvida, scelta stranissima. Sono parecchio interessanti le parole rilasciate da Aaron Turner a proposito della veste grafica (come non mai fortemente connessa alle oscure tematiche dell'album): 

"the songwriting and the artwork come from the same place. [...] It is sort of at the heart of what was writing about. And also, there's a progression of ideas from this very tightly bound, opaque mass into something that eventually starts to split up and open up and evolve into nothingness."


Maestoso

Poco altro da aggiungere, senonchè l'album è su doppio vinile (colore nero). Tutto il resto è lasciato alla percezione.




 "Nothing is true, everything is permitted" - Hassan-i-Sabbah


Out!